Fra
i tanti studiosi annoveriamo: l'Avv. Vetri, Amico, l'Avv. San
Martino, l'Abb. D'Amico, il più recente lo stesso Sovrintendente
alle Antichità di Palermo Prof. Pirro Marconi per la
cui immatura fine, rimasero inattuati gli Scavi e inedità
un'estesa pubblicazione di un lavoro sorprendente mai venuto
fuori, dicendo fra l'altro: «Quello che ho trovato d'importante
in questo luogo, non l'ho trovato né potuto riscontrare
in nessun altro luogo della Sicilia, e al prossimo bilancio
provvederò allo stanziamento delle somme per gli Scavi
». Questo impegno dell'illustre Scienziato l'ha ereditato
la Sua Consorte Prof. Yole Marconi Bovio, successore ed attuale
Sopraintendente alle Antichità di Palermo, che i pregi
di una civiltà e di un centro Archeologico, sepolti ancora,
non sono da trascurare, ha fermentato nel cuore e nello studio,
avendo fatto una esplorazione, portandosi sul luogo il 9-XI-1957,
a spese dello scrivente, come da cronaca del «Sicilia
del Popolo», in pari data; in quella località,
asserì di dare immediata esecuzione agli Scavi, appena
disimpegnata da altrove e per l'improrogabilità dei lavori
in corso a Selinunte;